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Cna tra orgoglio e insicurezza «Troppe le promesse tradite»

Costantini: su burocrazia, ritardi nei pagamenti e accesso al credito si è peggiorato E il presidente nazionale Malavasi: servono regole di mercato a parità di condizioni

Il finale della 42ª assemblea della Cna è stato bellissimo.

Con i gemellini Alberto e Giulia, figli del direttore provinciale della confederazione artigiana, Enrica Gambazza, che a sorpresa sono saliti sul palco dei Teatini per leggere il discorso di Pericle agli ateniesi (461 avanti Cristo).

Un messaggio di tolleranza, giustizia, apertura alle idee, rispetto della cittadinanza attiva e della democrazia.

Dario Costantini, presidente della Cna piacentina ha voluto chiudere con una nota alta i lunghi lavori assembleari della giornata, ricchissima di interventi, di testimonianze, di premiazioni, ma con un sottofondo ora di forte orgoglio da resistenti ora di ancor più forte preoccupazione per i tempi che verranno e per quelli già in corso.

Nel 150° dell’Unità d’Italia, e dopo il rituale, ma sempre emozionante Inno di Mameli cantato dalla platea, l’analisi economica della Cna lascia ben poco spazio anche all’ottimismo della volontà, se non fosse per quel puntare sui giovani in tutti i modi possibili, a cominciare dall’esperienza internazionale di Enterprise, il concorso per le migliori idee imprenditoriali (ne riferiamo a parte).

Costantini, grande intrattenitore va detto e per questo molto lodato, “suona” una musica poco allegra per il pubblico, ricordando come di tante promesse ricevute dodici mesi fa, alla precedente assemblea, poco o niente si sia avverato. Troppa burocrazia, troppi ritardi nei pagamenti, accesso al credito troppo arduo. E su questi picchi negativi, Costantini punta il dito facendo esempi, come per il caso-Sistri (il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), tipica «vigliaccata» verso le imprese, e poi il «dramma quotidiano» dei mancati pagamenti che si sono ulteriormente dilatati di un 47 per cento in più: «Come fare sviluppo se non c’è certezza di essere pagati? ».

Infine il credito: con un rapporto ancora «molto teso» fra le banche e la piccola impresa artigiana. E poi come dimenticare il caso dell’imprenditore padovano suicida sotto il maglio di una crisi economica impietosa e per il senso di responsabilità verso i suoi dipendenti? Il presidente nel rievocare questa figura non trattiene la commozione.

«Ma vinceremo» esordisce, a sua volta, il presidente nazionale di Cna, Ivan Malavasi (attuale presidente in carica di Rete Imprese Italia, vale a dire 2,5 milioni di realtà da Confartigianato a Confcommercio a Confesercenti), la situazione è complicata - ammette - in assenza di regole che tengano le redini del mercato: «E ne servono di nuove perché le vecchie non tengono più, tutto sta cambiando ». La manovra? «Più equa di altre, ma non equa fino in fondo » commenta, pur nella consapevolezza che tutti dobbiamo far sacrifici («In Grecia sono stati tagliati 350mila posti di lavoro e il 40 per cento delle pensioni»). In un Paese che fatica a sopravvivere e dove il credito «sta scomparendo», dove l’impresa «paga troppo per la parte strutturale dello Stato».

Enterprise,la scommessa è sui giovani L’idea:in un tablet gli appunti di scuola 

Il vero antidoto alla crisi per la Cna sembrano essere i giovani, protagonisti anche dell’assemblea di ieri. E se il coro del liceo artistico Cassinari ha degnamente aperto i lavoro creando un’atmosfera incantata sulle note di “Astro del ciel”, si è affidato soprattutto ai giovani protagonisti di Enterprise di sventolare la bandiera della speranza e dello studio, dell’innovazione e della capacità di essere internazionali. Un bel filmato ha ricostruito i tanti momenti - ludici e di impegno, ma anche di scoperta del territorio - dell’esperienza di giugno, quando a Piacenza sono arrivati un centinaio di studenti da dieci Paesi stranieri per sfidarsi sui migliori progetti di impresa, da un’idea venuta alla Cna di Ravenna e che ha coinvolto 3.500 studenti in tutto il mondo. E il progetto, solo a Piacenza, ha saputo aggregare ben 53 fra istituzioni e forze sociali locali, consapevoli dell’utilità di questa promozione. Sicuramente uno dei momenti più coinvolgenti della serata si è avuto quando la studentessa del Respighi, Diletta Milana, ha presentato il team piacentino che ha vinto le finali provinciali e poi quelle nazionali con un progetto basato su elettronica, ecosostenibilità e education. Insieme ai colleghi di avventura Chiara Lamoure, Martina Villa, Luca Blecci ed Elisabetta Fanfoni, ha mostrato quanto sarebbe proficuo portare tutto il materiale didattico da appunti a dispense su un tablet (Eplat), con la possibilità di applicare un assemblea 2011 fotosoftware dedicato, e di colloquiare con studenti in altre parti del pianeta. L’idea di digitalizzare i dati formativi ha poi mille possibili estensioni e i ragazzi che firmano “Trischele” (questo il nome del progetto, da un simbolo celtico) ne hanno proposte alcune.

In regione c’è chi sembra aver gradito molto queste future piste di lavoro, come Gian Carlo Muzzarelli, assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia Romagna, altro ospite d’onore, che ha insistito sulla cultura “green” come vero terreno di conquista, peraltro in un contesto dove i problemi sono intricati e dove la Regione sta combattendo anzitutto per la legalità, contro i fenomeni di usura e per sostenere al massimo i consorzi fidi e immettere liquidità sul mercato («Parliamo di 111 milioni negli ultimi tre mesi»). Interviene anche Paolo Govoni, presidente regionale della Cna (7mila imprese, 3mila dipendenti e 278 uffici) che a fronte di una crisi drammatica ritiene importante lavorare su forme «positive» di federalismo visto che in Emilia Romagna abbiamo 4.200 euro a testa di residuo fiscale, segno di una grande leva da giocare, anche se metà di questi 15 miliardi andassero a sostenere il sud. 

Vincono le imprese che sanno allearsi Consorzi sul podio,resistono meglio

E la presidente nazionale degli autotrasportatori: momento drammatico, subito le liberalizzazioni su pedaggi e carburanti. «Ma non aderiamo al fermo»

Vince chi fa squadra, perché da una crisi come quella che ci è piombata addosso «O ce la facciamo tutti o nessuno» avverte l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli. E il tema delle alleanze fra piccole imprese è stato centrale nella scelta di riconoscere le imprese artigiane eccellenti, frutto di unioni consortili, di aggregazioni premianti. Ieri sul bellissimo palco dei Teatini si sono avvicendate 17 imprese sorrette da uno spirito di squadra, i rappresentanti hanno ritirato la menzione dalle mani delle autorità.

Tante voci autorevoli del mondo istituzionale piacentino hanno portato il loro saluto. Il primo a prendere il microfono è stato il prefetto Antonino Puglisi, che ha lodato la grande abilità dei nostri artigiani, già una garanzia di superamento del momento più buio: «Tutti insieme si potrà migliorare per il bene dei nostri figli, che dobbiamo tenere qui». Il presidente camerale Giuseppe Parenti vede il futuro affidato ai giovani e a nuovi prodotti, tuttavia oggi sulle spalle delle imprese gravano ancora troppi oneri. Parenti ha citato alcuni esempi, a partire dalla nuova addizionale sulle nettezza degli stabilimenti, estesa ai piazzali. Per il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, è sempre vivo il tema dell’abolizione dell’ente provincia che però viene affidato ad una incomprensibile «morte lenta». E anche i vincoli del patto di stabilità che continuano a penalizzare gli enti virtuosi andrebbero finalmente superati («abbiamo dovuto posticipare di un anno i lavori al ponte di Tuna per questa ragione»), intanto l’ente lavora sulla riduzione dei regolamenti: «Da tredici a tre».

E’ tornato sulla bontà dell’idea consortile anche il sindaco Roberto Reggi, che vede una inversione di tendenza a Piacenza: da una eccessiva frammentazione al mettersi insieme, questo vale per le collaborazioni con il tecnopolo: «Spero che Cna entri nel Musp (il tecnopolo sulle macchine utensili e sistemi per produrre, ndr) ». Tutto il territorio appare cresciuto dal piano strategico in poi: «E abbiamo imparato ad evitare di stare da soli».

Altri due interventi da citare: quello del direttore Cna, Enrica Gambazza, che ha parlato dei servizi Cna, fra i quali la certificazione di rete («siamo gli unici ad averla in provincia»), e quello di grande interesse di Cinzia Franchini, presidente nazionale Cna Fita, l’area degli autotrasportatori. Franchini ha spiegato come i camionisti stiano vivendo una stagione tra le più drammatiche specie a fronte della concorrenza dall’Est, ragion per cui si chiedono pari condizioni del costo del lavoro in Europa, oltre a certezze nei pagamenti. La presidente ha anche rivelato come l’8 per cento di queste imprese sia infiltrato dalla mafia e come sarebbe necessario, oltre a vigilare sulla legalità, procedere a vere liberalizzazioni (su pedaggi, carburanti, assicurazioni). Ma per un senso di responsabilità verso il momento durissimo che vive il Paese, Fita, si è detto, non parteciperà per ora al fermo previsto