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A due anni dall’avvio del Piano Impresa 4.0, abbiamo ritenuto potesse essere utile verificarne l’impatto sul mondo di imprese associate, valutarne l’efficacia e le eventuali criticità,  per formulare proposte adeguate in occasione della prossima Legge di Bilancio.

Per questo CNA NAZIONALE ha predisposto, insieme alla Fondazione COTEC, un questionario che riteniamo possa evidenziare gli effetti e le strategie messe in campo, in particolare, da micro e piccole imprese.

Il questionario, accessibile dall’homepage del nostro sito, è disponibile al seguente link:

 https://it.surveymonkey.com/r/39YNVHH.

In occasione del Santo Patrono di Piacenza gli uffici di CNA, sede di Piacenza, 

MERCOLEDI' 04 LUGLIO RIMARRANNO CHIUSI.

 

La proroga di un anno dell'entrata in vigore delle sanzioni, che, in ogni caso, andranno proporzionate alla dimensione d'impresa, secondo i principi dello Small business act. E’ la richiesta presentata da CNA nel corso dell'audizione sullo schema di decreto legi-slativo mirato ad adeguare il quadro normativo italiano, alla nuova disciplina europea del-la tutela della privacy. Audizione che si è tenuta nei giorni scorsi di fronte ai componenti delle Commissioni speciali per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo. Per la CNA vanno definiti puntualmente, e quindi monitorati costantemente, gli adempi-menti per le imprese. In particolare, va fatta chiarezza sulla necessità, o meno, delle pic-cole imprese di provvedere alla designazione del responsabile della protezione dati e di tenere il registro per le operazioni relative al trattamento dei dati personali (obbligatorio per le imprese con più di 250 dipendenti). La CNA sottolinea, inoltre, la necessità che, al più presto, il Garante per la protezione dei dati personali indichi i criteri che dispensano dalla valutazione d'impatto sulla protezione dei dati e adotti linee guida che tengano conto delle diverse tipologie di trattamento svol-te, e dei relativi costi di attuazione, proporzionando il peso degli oneri amministrativi all'entità delle attività poste in essere dalle imprese titolari del trattamento dei dati. “E’ una richiesta che CNA Piacenza condivide pienamente - sottolineano il Presidente provinciale Giovanni Rivaroli e il Direttore Enrica Gambazza - dato che per l’edeguamento completo alla nuova normativa europea occorrono tempi tecnici di cui il Parlamento deve tenere conto. Artigiani, piccoli e medi imprenditori, che sono la parte più importante di tutto il sistema produttivo italiano, devono già fare quotidianamente i conti con un carico di adempimenti burocratici che non ha eguali in nessun altro Paese, e non solo europeo. Nei giorni scorsi abbiamo organizzato un incontro rivolto ad artigiani e im-prenditori per far luce sui nuovi adempimenti imposti dal regolamento europeo in materia di privacy, e in tutti i numerosi partecipanti è emersa molta preoccupazione per questo epocale cambiamento che creerà ulteriori rallentamenti e disagi a coloro fanno impresa nel nostro Paese”.

CNA Ufficio stampa

Riportiamo un riepilogo degli adempimenti previsti dal D.M. 1/2/2018 e dalla Delibera n.2/2018 dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali.

CLICCA QUI

Giuseppina Tagliafichi Tel. 0523/572232

30/05/2018

Riscontriamo che nonostante le nostre indicazioni, i lavoratori non sempre si rivolgono al medico per far chiudere anticipatamente il periodo di malattia e l’azienda permette la ripresa del servizio, nonostante la prognosi sia successiva alla ripresa stessa. Ci preme ricordare l’importanza del corretto comportamento sia dell’azienda che del lavoratore per evitare spiacevoli ed inutili sanzioni. Quando il lavoratore in malattia ritiene di essere guarito, DEVE recarsi dal proprio medico e, PRIMA DI RIPRENDERE IL LAVORO, deve farsi rilasciare una modifica del certificato iniziale di malattia dal quale risulti la fine prognosi anticipata rispetto all’originaria. Il datore di lavoro, in presenza di certificato medico con prognosi ancora in corso, ai sensi dell’art 2087 C.C., della normativa sulla salute e sicurezza e dell’art. 20 del D.Lgs. 81/2008, NON PUO’ consentire al lavoratore la ripresa del servizio, se questi risulta ancora in malattia. La sanzione per mancata o tardiva (successiva alla ripresa del servizio) comunicazione della ripresa anticipata del lavoro, è pari a quella prevista per l’assenza a visita di controllo e cioè TRATTENUTA DELL’INDENNITA’ PER MAX 10 GIORNI (1° assenza), 50% dell’indennità nel restante periodo per 2° assenza, ecc. Per informazione, precisiamo che anche il medico che si rifiuta di redigere il certificato per rientro anticipato, in base alla circolare Inps n. 1/2010, può essere soggetto al provvedimento di licenziamento o alla decadenza della convenzione.

Per completezza, CLICCA QUI per leggere la circolare Inps 79/2017 e ricordiamo che i nostri uffici sono a disposizione.

31/05/2018