Per offrirti il miglior servizio possibile, in questo sito utilizziamo i cookies, continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Al fine di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni, l’Agenzia delle Entrate, sulla base del quadro normativo vigente, opera già controlli sui modelli F24 che presentino compensazioni di crediti Iva per importi superiori a € 5.000 annui. L’art.1, c.99 L. 205/2017 completa il piano di controlli per indebite compensazioni, consentendo in via generale una verifica preventiva di tutte le ipotesi che presentino profili di rischio, ed evita, pertanto, in caso di irregolarità, la necessità di intraprendere successive azioni di recupero dall’esito incerto.

Ai sensi di tale novità, l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell’utilizzo del credito. Se all’esito del controllo il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero decorsi 30 giorni dalla data di presentazione della delega di pagamento, la delega è eseguita e le compensazioni e i versamenti in essa contenuti sono considerati effettuati alla data stessa della loro effettuazione; diversamente, la delega di pagamento non è eseguita e i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati. In tal caso la struttura di gestione dei versamenti unificati non contabilizza i versamenti e le compensazioni indicate nella delega di pagamento e non effettua le relative regolazioni contabili.

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento 28.08.2018, ha individuato i criteri di rischio per selezionare in via automatizzata, i modelli F24 da sottoporre alla verifica utilizzando criteri riferiti a:

- tipologia dei debiti pagati;

- tipologia dei crediti compensati;

- coerenza dei dati indicati nel modello F24;

- dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;

- analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24;

- pagamento dei debiti iscritti a ruolo, di cui all’art.31, c. 1 D.L. 78/2010.

A titolo esemplificativo, sono oggetto di verifica (relazione L. 205/2017):

- l’utilizzo del credito in compensazione da parte di un soggetto diverso dal titolare del credito stesso;

- le compensazioni di crediti che, in base a quanto indicato nel modello F24, sono riferiti ad anni d’imposta molto anteriori rispetto all’anno in cui è stata effettuata l’operazione;

- l’utilizzo di crediti in compensazione ai fini del pagamento di debiti iscritti a ruolo.

Procedura di sospensione

1) Comunicazione della sospensione: riguarda l’intero contenuto della delega di pagamento; con apposita ricevuta è comunicato al soggetto che ha inviato il modello F24 se la delega di pagamento è stata sospesa. Nella medesima ricevuta è indicata anche la data di fine del periodo di sospensione, che non può essere maggiore di 30 giorni rispetto alla data di invio del modello F24.

2) Annullamento della delega: durante il periodo di sospensione non è effettuato l’addebito sul conto indicato nel file telematico dell’eventuale saldo positivo del modello F24 e può essere richiesto l’annullamento della delega di pagamento secondo le ordinarie procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

3) Invio di informazioni: durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento, il contribuente può inviare all’Agenzia delle Entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega stessa. Le disposizioni hanno effetto a decorrere dal 29.10.2018. Riferimenti normativi: Provvedimento Ag.Entrate 28.08.2018, n. 195385.

30/10/2018