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La Legge di Stabilità entrata in vigore lo scorso 1 gennaio non ha risolto il problema causato dallo “Split payment”, il meccanismo di scissione dei pagamenti dell’IVA, per le forniture nei confronti della Pubblica Amministrazione, in vigore dall’inizio del 2015. Il meccanismo dello “Split payment”, infatti, ha finora creato notevoli problemi alle imprese sia dal punto di vista burocratico che sul versante della liquidità. Problemi che Cna Piacenza, con un dettagliato documento, ha sottoposto all’attenzione dei parlamentari piacentini Pierluigi Bersani, Marco Bergonzi, Maurizio Migliavacca e del Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, per chiedere un loro impegno teso alla cancellazione di questo provvedimento.

“Si tratta di una norma che ha introdotto un meccanismo tortuoso - sottolineano il Presidente provinciale di Cna, Dario Costantini, e il Direttore Enrica Gambazza - che sta danneggiando soprattutto le piccole imprese artigiane costrette a fare i conti con una liquidità ulteriormente ridotta in un momento in cui l’accesso al credito è ancora difficoltoso. Da gennaio a novembre del 2015 lo Split payment ha prodotto un gettito di oltre 5 miliardi di euro che nel 2016, secondo le stime della nostra Associazione, dovrebbero salire a 16 miliardi. L’80% di questa cifra dovrebbe essere restituito alle imprese con la compensazione o attraverso il rimborso, ma conoscendo le lungaggini della burocrazia italiana possiamo già immaginare quanto tempo gli imprenditori dovranno attendere per ottenere questi rimborsi”.

Lo Split payment prevede che la fattura verso la Pubblica Amministrazione venga emessa con la dicitura “scissione dei pagamenti“. La normativa stabilisce che il fornitore incassi il corrispettivo al netto dell’Iva, che la PA verserà direttamente allo Stato. Di fatto quindi, si evita un adempimento all’impresa, che non deve prima incassare l’Iva e poi assolverla. Formalmente, però, il soggetto passivo Iva resta il fornitore che da una parte non calcola nella liquidazione IVA l’imposta delle operazioni soggette a Split payment, dall’altra continuerà a segnare nel registro “Iva vendite” le operazioni effettuate e la relativa IVA non incassata dalla Pa.

“Questa anticipazione obbligata dell’Iva – concludono Gambazza e Costantini - ha solo il risultato certo di mandare le imprese in crisi di liquidità e di incrementarne le difficoltà e gli adempimenti burocratici. Per questo abbiamo chiesto un impegno dei parlamentari piacentini per l’abolizione di questo insensato provvedimento normativo”.

Il Piacenza 27/01/2016