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Mentre in Parlamento continua la discussione ed il confronto sulla Legge di Bilancio, CNA esprime "forte preoccupazione" per l’ipotesi emersa alla Camera dei Deputati di depotenziare i contratti a tempo determinato, riducendone la durata da 36 a 24 mesi. Una incomprensibile retromarcia - secondo CNA Nazionale - della maggioranza parlamentare e di governo rispetto alle novità introdotte nel 2014 che hanno consentito, pur in una fase di crescita ancora fragile, di conseguire risultati eccezionali sul fronte dell’occupazione. “Il lavoro a tempo determinato - commenta il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza - non è e non può essere considerato lavoro di Serie B. Peraltro, nelle piccole imprese che da sempre tuteliamo e che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano, la stragrande maggioranza di questi contratti si trasforma molto spesso in rapporti di lavoro a tempo indeterminato". "Modificare questa norma significa non favorire i lavoratori, scontentare le imprese e non aiutare quella ripresa che tutti continuiamo ad auspicare ma che può essere agganciata solo con soluzioni forti da parte del mondo politico che aiutino concretamente le imprese e il lavoro. La CNA non vorrebbe che si ripetesse la vicenda dei voucher, la cui soppressione ha causato confusione e non ha prodotto alcun beneficio”.

Piacenzasera 20/12/2017